3 de octubre de 2015

Cina. Migliaia in piazza a Jinshan contro il petrolchimico e il paraxilene (PX).

Massimo Bonato

Cina. Migliaia in piazza a Jinshan contro il petrolchimico e il paraxilene (PX)


 Cina la sensibilità della popolazione nei riguardi delle condizioni ambientali in cui vive si fa sempre più viva, urgente, e combattiva.
Il sobborgo di Jinshan, area industriale nei pressi di Shangai, è sceso in strada martedì, raggiungendo il centro di Shangai e ci è rimasto fino a domenica, ingrossando le fila dei manifestanti nel fine settimana.
Jinshan non è soltanto un’area industriale, in essa la concentrazione di industrie chimiche è altissima e gli abitanti cominciano a fare i conti con parenti e amici morti di cancro.
Il motivo per cui martedì, scortati dalla polizia si sono diretti alla volta degli uffici distrettuali, è lo spostamento dell’impianto petrolchimico Gaoqiao a Jinshan. L’ennesimo.
L’impianto produce paraxilene (PX), un composto da cui si creano fibre in polyestere, fondamentale per le industrie tessili, e plastica.
La protesta è frutto di un crescente timore per i danni che le industrie e l’inquinamento da esse prodotto infliggono alla salute, è frutto di una sempre minor fiducia nel governo e nei suoi proclami.
E infatti proprio le autorità del distretto di Jinshan avevano scritto su Weibo, il Twitter cinese, qualcosa che doveva suonare come una rassicurazione “L’impianto petrolchimico verrà chiuso, non rilocato”; “Non è previsto nessuno studio di impatto ambientale per il suo ricollocamento nel polo industriale di Jinshan”; e ancora: “Non ci sarà nessun progetto futuro per il paraxilene”.
Senonché un funzionario si è lasciato scappare il lunedì a Radio Free Asia che il progetto non è in fase di attuazione, ma di pianificazione, ed è previsto pure, come da norma, uno studio di impatto ambientale. Fiducia nel governo. Averne.
La gente è scesa in strada, si parla di 5000 persone, di 10.000, tante che comunque, anche senza autorizzazione si sono trovate spontaneamente a manifestare, e la polizia le ha seguite da presso senza intervenire.
shanghai-px-afp-net
La gente non se ne rendeva tanto conto, fino a un po’ di tempo fa, dicono gli intervistati da Radio Free Asia. Fino a quando dalle aree di Shangai, di Pudong, hanno cominciato a spostare impianti a Jinshan che già ne contava dei propri.
Ma Jinshan non è un caso isolato. Gli impianti che producono paraxilene non sono i benvenuti da nessuna parte, e preoccupano la popolazione di Jinshan quanto quella di Xiamen, Dalian, Ningbo. Ed è questo il motivo per cui gli impianti vengono spostati, o perlomeno incontrano fasi di progettazione in cui la parola chiave è ricollocazione. Progetti che vengono pianificati senza però trasparenza, senza informazione, o come in questo caso con informazioni dubbie, incerte, contraddittorie.
La Cina vanta una complessa legislazione ambientale, peccato che il conflitto di interessi la faccia da padrone, e i legami tra funzionari e imprese sia così indissolubile da vanificare la legge al livello locale. Ma deve fare i conti anche con una classe media sempre più attenta e a una classe proletaria sempre più impaurita dall’inquinamento, entrambe in ogni caso sempre più combattive e disposte a prendersi strade e piazze. Cosa che accade sempre più spesso.
Fonti: Radio Free Asia, Reuters, ChemicalsTechnology
M.B.